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‘A Ciarameddha (La zampogna).

E’ uno  strumento  che  è  usato  da  solista,  ma  anche  in  coppia  con  tamburello  e  organetto. Il repertorio musicale di questo  aerofono  va  dalle  nenie  ai  canti rituali  religiose, alle  suonate tradizionali, alle “viddaneddhe”. Gli zampognari erano pastori o contadini e  vivevano  nel cuore della gente ricordando loro il Natale. Era usanza seguire  gli   zampognari  di  porta  in  porta, mi ricordo certi zampognari che venivano da Cardato con ai piedi le calandrelle, giacca di  velluto e pantaloni di fustagno e in modo particolare mi ricordo di “Massaru Baschianu” che era  il  primo ad arrivare a Fossato per le feste natalizie e l’ultimo ad andare via dopo l’Epifania.  Arrivava  in paese puntualmente tutti gli anni,  perché,  a suo dire,  aveva  ricevuto  una  grazia  dal  Bambino Gesù e  come “vutu”,  senza  chiedere  nulla  come  ricompensa,  veniva  tutti  i  Natali, f inché  il Padreterno decise, a 88 anni, che sarebbe cosa  buona  che  la  sua “Cerameddara”  la  suonasse anche per le anime del Paradiso.  

Per quanto riguarda le strutture  musicali,  si  tende  oggi  a  considerare  le  melodie  tradizionali come  formate  da  successioni   d’unità   melodiche  che  si  compongono  in  varie  successioni  e ricorrono  uguali, molto  simili  in  un  numero  elevato  (melodie)  all’interno  di  ciascun  sistema culturale.Queste unità melodiche erano prodotte da  vari  strumenti  musicali  come  la zampogna (ciarameddha, in italiana piva, fischietto). E’ uno strumento a fiato d’origine antichissima.

E   probabile   che   la   “cerameddha”   sia   comparsa   a   Fossato  Ionico   verso   la   fine   del diciannovesimo secolo durante le feste natalizie provenienti da Trunca, Embrici( piccole  frazioni del comune di Montebello Ionico),  Cardeto  e  Sauccio di Bagaladi.  Essa è  formata da un  sacco detto ”utri, con funzione di riserva d’aria, costituito da pelle di capra o pecora scuoiata,  trattata precedentemente,  rovesciandola,  in  modo  tale  che  la  parte  esterna  (quella con pelo)  diventi interna. Il  ceppo  di  legno  chiamato  bussola  o  “ testarolu ”  è  collocato  al  posto della  testa dell’animale  mentre il cannello d’insufflazione viene  istallato  nella  zampa  anteriore  e  le  altre zampe  e  la  coda  dell’animale  rimangono  in  evidenza.  Il  cilindro  ha  cinque  buchi  nei  quali vengono inseriti cinque flauti e sono: fischietto, quarta, due mastri e “u zumbicu”.

Questi  flauti   vengono  inseriti tramite “cannizzoli”  canne  di  varia  grandezza  che  producono cinqu  e suoni   diversi.  La  zampogna   d’accompagnamento   “a chiave”,   avendo   cameratura cilindrica, monta once doppie ed è chiamata così per la presenza, sulle canne  del canto a  sinistra di una chiavetta che serve  a  chiudere  l’ultimo  foro  digitale.  Può  essere  a  cinque  canne  o  a quattro,  a   secondo   della   zona.   Nelle   feste  paesane   accompagna   la   fanfarra,  altrimenti detta ”banda pilusa”,  composta  da   zampogna  “a chiavi”,   zampogna  “a paru”,   grancassa, tamburo,  piatti.  In  alcune  zone  la  zampogna  viene  sostituita  dal  piffero  ( pipita,  strumento ottavino,   in  legno,  senza  chiavi,  tutto  d’un  pezzo,  lungo  quanto  il  palmo  della  mano).  La zampogna con due canne più lunghe,  chiamate “a cucchia”,  della medesima  lunghezza, è  detta “a paru”e per la loro posizione  sono  chiamate  “destra  e  manca”  ed  è  su  queste  canne  che  “il cerameddharu” lo zampognaro suona le melodie.

La più piccola è chiamata “cardiddhu”perché possiede un timbro acuto la quarta viene chiamata “zumbicu” con  un  timbro  sonoro  scuro  rispetto  alla  prima.  La  differenza  tra  la  zampogna Moderna e  quella  “a paru”  è  il   fischietto  detto  “zumbucu”  che nella  prima  questa   canna  suona, mentre  in  quella  “a paru”  viene messa  solo  per  l’estetica.  Per  fare  funzionare  bene  la melodia viene accordato mediante l’allargamento o restringimento dei fori tramite degli arnesi più o menu lunghi o/e  corti con delle cere d’api, questi arnesi vengono chiamati “maglitta”legati con una cordicella al cilindro(testarolu).

Vi è anche un’altra zampogna detta “surdulina” le cui canne sono molto più  corte  e il suo suono è molto acuto. Ha tre canne, una accompagna mentre le altre due suonano.                   

I principali legni usati per le canne sono: noce, olivo, acero, gelso e altri alberi da frutto chiamati volgarmente”gusciu,  bruvera,  scornabeccu.  Per  la  lavorazione  delle  canne, i  legni  prima  di essere lavorati dovevano essere bolliti e poi stagionato nelle “gebbie”(vasche ). I fori delle canne venivano regolati in corrispondenza da quello del pollice posto nella parte posteriore  della canna destra.  Tali  canne   venivano  innestate   in  un  ceppo  chiamato  testaloru,  bussola,  testana. A parte  si  preparava  un   cannello   d’insufflazione   chiamato  “canneddha”   provvisto   d’ancia chiamata”zambareddha". La zampogna è corredata da  una  serie  d’accessori.  Cera  d’api,  che viene attaccata  al  ceppo,  piccoli  punteruoli  di  legno,  corno, osso  o  altro,  tenuti  appesi  allo strumento, che servono a liberare i fori dalla cera in eccesso; tappi di legno che  servono  durante l’accordatura, mentre i fiocchi rossi e altri nastri colorati sono contro il “malocchio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli strumenti musicali
Tamburello
Organetto
 
   
 

www.icalabrisellichorosjper.it   20/04/2006

Creato da:  Logarzo Michele  (Webmaster)    con la collaborazione di:    Giuseppe Risica (Grafico Designer)

 
 

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